Ispirazione e incontri d’autore:
Joel Dicker, Gianrico Carofiglio e Carlo Lucarelli
Tra le domande che uno scrittore si sente rivolgere più di frequente c’è sicuramente questa: chi sono i tuoi autori di riferimento? Succede spesso anche a me e, prima di rispondere, faccio di solito una precisazione. In decine di anni da lettore, prima ancora di iniziare a scrivere, ho sempre seguito una dieta letteraria onnivora, cercando di spaziare tra generi diversi. Reputo un grande vantaggio averlo fatto, perché questa apertura mi ha permesso di considerare una pluralità di aspetti e possibilità che nessun genere da solo è in grado di offrire.
Detto questo, tra le diverse letture e gli spazi in cui mi sono avventurato mi sono trovato a innamorarmi di scrittori particolari, dei quali a volte ho letto l’intera produzione. Oltre ai classici che non cito per non fare un’inutile colata di nomi, ai tempi dell’università ho amato Milan Kundera, Stefano Benni, Andre De Carlo, Nick Hornby solo per citare i primi che mi vengono in mente. Successivamente ho letto Emmanuel Carrère, David Nicholls, Mordecai Rickler, Woody Allen e tanti altri autori che mi hanno emozionato, divertito e fatto riflettere.
Se devo pensare in particolare alla letteratura gialla, thriller o noir il campo diventa davvero sconfinato. Potrei citare decine e decine di autori italiani e stranieri, ma ce ne sono tre che forse mi hanno lasciato qualcosa di speciale: Joel Dicker, Gianrico Carofiglio, Carlo Lucarelli. Ho avuto la fortuna di incontrarli tutti di persona.
Ho incontrato Joel Dicker a Milano il 23 maggio 2022 in occasione della presentazione del suo romanzo Il caso Alaska Sanders alla Libreria Mondadori di Piazza Duomo. Proprio quel giorno avevo ricevuto in anteprima la prima copia de Il caso Matias Ora, che sarebbe uscito ufficialmente il mese successivo. Una bella fortuna, no? Sono riuscito a incontrarlo al termine della presentazione, a donargli il mio romanzo, a scambiare qualche chiacchiera in francese e a scattare una foto insieme. Cosa mi piace di più di Joel Dicker? La capacità di creare intrecci complessi con diversi piani temporali, la fluidità di scrittura, l’imprevedibilità delle trame.
Ho incontrato Gianrico Carofiglio a Cesena il 27 novembre 2019 in occasione della presentazione del suo libro La misura del tempo alla Biblioteca Malatestiana, ma il vero incontro con i suoi libri è avvenuto circa dieci anni prima, in una circostanza particolare.
Ricoverato improvvisamente in chirurgia d’urgenza, mi viene regalato il suo romanzo Le perfezioni provvisorie, che inizio a leggere senza riuscire a terminarlo prima di finire sotto i ferri. L’operazione va bene, posso finire la lettura e iniziarne molte altre ancora. Cosa mi piace di più di Gianrico Carofiglio? La costruzione e le dinamiche psicologiche dei personaggi, l’ironia, la prosa precisa e incalzante.
Ho incontrato Carlo Lucarelli a Cesenatico il 25 luglio 2022 in occasione di un mio firmacopie del romanzo Il caso Matias Ora alla libreria Mondadori. Sapevo che si trovava in zona appena l’ho visto ho colto l’opportunità per donargli una copia del libro e ringraziarlo per quello che aveva rappresentato nel mio percorso. In realtà non è stata la prima volta che l’ho incontrato, mi è capitato più volte di partecipare a incontri in cui era presente. La prima volta è successo nel 1999, quando da studente liceale partecipai al Premio Bancarella recensendo il suo romanzo L’isola dell’angelo caduto. Gli ricordai proprio quell’episodio, di cui ancora oggi mi ricordo alcune frasi che pronunciò e che mi sono rimaste impresse. Cosa mi piace di più di Carlo Lucarelli? La cura per le ambientazioni e le atmosfere, lo stile evocativo, alcuni personaggi indimenticabili.
Dopo la premessa iniziale, una precisazione finale. Sono convinto che gli scrittori che possono influenzare o ispirare su uno o più aspetti un altro autore siano tantissimi. Tuttavia, solo nel momento in cui quest’ultimo trova la propria voce può davvero iniziare a scrivere qualcosa di interessante.





