Curiosità su
Il caso Matias Ora

Pochi giorni dopo la mia gita improvvisata in commissariato, ricevo una mail. Una ragazza che non conosco mi scrive che ha appena finito di leggere Il caso Matias Ora e le è piaciuto tantissimo. Ci teneva a dirmelo e, prima di salutarmi, aggiunge una frase che non capisco fino in fondo.
“Ho letto il tuo libro mentre ero in vacanza a Cesenatico e ho approfittato per andare al Bagno Italia: è stato bello vedere il luogo in cui si muovono i personaggi all’inizio della storia, quando mi sono trovata di fronte al palo con il salvagente in riva al mare mi sono sentita davvero dentro al romanzo”.
Frequento il Bagno Italia fin da bambino e so per certo che non c’è mai stato un salvagente in riva al mare. E’ riportato nella copertina del mio libro, ma l’immagine non è una fotografia del luogo né una sua riproduzione realistica. Forse, penso, il desiderio di comunicarmi il suo apprezzamento l’ha portata a eccedere e ad aggiungere un dettaglio di fantasia. Sarà andata sicuramente così, mi dico.

Un articolo di giornale anticipa Il caso Matias Ora

Di lì a poco il Bagno Italia decide di mettere a disposizione il mio romanzo ai suoi clienti. Grazie a un accordo con la libreria Mondadori di Cesenatico, fa un piccolo rifornimento di copie e per tutta l’estate Il caso Matias Ora è acquistabile anche all’interno dello stabilimento. Ma le sorprese non finiscono qui.

Un giorno che mi trovo sul posto assisto a una scena bellissima: un uomo sta acquistando il mio libro e se lo sta facendo autografare dal bagnino. Perché? Semplicissimo: nella scelta dei nomi dei due bagnini che compaiono ne Il caso Matias Ora ho fatto una piccola eccezione: non ho potuto non replicare la realtà. Dopo aver chiesto il permesso ai diretti interessati, Hermann e Pino sono entrati con le loro reali identità tra le pagine del romanzo. Non riuscivo davvero a immaginarmi quei personaggi senza il loro volto e il loro nome!

Il firmacopie a cui ho assistito non si è trattato di un caso isolato. Diverse persone hanno chiesto un loro autografo sulla prima pagina del libro, un ricordo indelebile di una vacanza speciale a Cesenatico.

Martedì 12 luglio 2022, a meno di un mese dall’uscita de Il caso Matias Ora in libreria, mi trovo in una pizzeria a Cesena. Mentre attendo la preparazione del mio ordine, sfoglio le pagine de Il Resto del Carlino che si trova nel locale. Alla pagina di Cesenatico un articolo parla della tradizionale attivazione del posto di polizia locale in occasione dell’estate.
Un dettaglio mi fa trasalire: nella sede verrà inviato il sostituto commissario Giovanni Neri. Nome e cognome non sono di certo rari nella zona, ma il punto è che un agente del commissariato che indaga sulla scomparsa di Sara Antonioli si chiama proprio così! Quando introduco un personaggio in una storia, sono solito assegnargli un’identità provvisoria pescando a caso tra quelle di amici o conoscenti ed evitando con cura corrispondenze reali.

Ad esempio, un amico professore può diventare un agente di polizia, una parrucchiera ritrovarsi a indossare i panni di una giornalista e così via. Solo al termine della stesura valuto se quei nomi suonano bene, hanno cioè quel potenziale evocativo dei personaggi che devono rappresentare: a volte accade, altre volte no e così li cambio. Tornando al punto, un personaggio inventato che diventa improvvisamente reale può essere un problema per una serie di motivi facilmente immaginabili.

La mattina dopo, appena svegli, salgo in auto e guido fino al posto di polizia e chiedo di poter parlare con il sostituto commissario Giovanni Neri.
Mi presento nel suo ufficio con il libro in mano e confesso l’accaduto. Lui mi ascolta con attenzione, mi guarda per alcuni secondi in silenzio e poi finalmente apre bocca. “L’importante è che non mi hai fatto fare la figura del…”.

Un personaggio del romanzo diventa reale

Personaggi inventati che diventano reali, la cronaca che imita la fantasia, pagine che cambiano il paesaggio e bagnini che firmano autografi mentre aprono ombrelloni…

Durante la stesura di un romanzo, per uno scrittore è frequente soffermarsi a pensare a cosa accadrà dopo la sua pubblicazione. La storia che racconto piacerà ai lettori? Riuscirà a suscitare le emozioni che ho previsto? In quanti la leggeranno? La consiglieranno ad altri?

Queste e altre numerose domande sono venute a trovarmi spesso mentre scrivevo Il caso Matias Ora, specialmente nei giorni precedenti l’uscita in libreria. Se in molti casi le mie previsioni si sono rivelate corrette, in altri mi sono trovato di fronte a eventi completamente inattesi. Mi è capitato spesso di raccontarli in occasione di presentazioni, incontri o firmacopie, sollecitato da domande di lettori interessati a conoscere cosa succede dopo l’ultima pagina di un libro.

Riporto qui i più curiosi o divertenti, rigorosamente in ordine cronologico.

Stessa spiaggia, stesso mare.
O quasi

Di lì a poco il Bagno Italia decide di mettere a disposizione il mio romanzo ai suoi clienti. Grazie a un accordo con la libreria Mondadori di Cesenatico, fa un piccolo rifornimento di copie e per tutta l’estate Il caso Matias Ora è acquistabile anche all’interno dello stabilimento. Ma le sorprese non finiscono qui.

Un giorno che mi trovo sul posto assisto a una scena bellissima: un uomo sta acquistando il mio libro e se lo sta facendo autografare dal bagnino. Perché? Semplicissimo: nella scelta dei nomi dei due bagnini che compaiono ne Il caso Matias Ora ho fatto una piccola eccezione: non ho potuto non replicare la realtà. Dopo aver chiesto il permesso ai diretti interessati, Hermann e Pino sono entrati con le loro reali identità tra le pagine del romanzo. Non riuscivo davvero a immaginarmi quei personaggi senza il loro volto e il loro nome!

Il firmacopie a cui ho assistito non si è trattato di un caso isolato. Diverse persone hanno chiesto un loro autografo sulla prima pagina del libro, un ricordo indelebile di una vacanza speciale a Cesenatico.

Quando il firmacopie lo fa un personaggio